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Nuova sfida alimentare: gli insetti a tavola. Siete pronti ad assaggiarli?

Grilli dorati con cioccolata fondente, spiedini di scorpioncini croccanti e larve in crosta. No, non è il pranzo di qualche […]

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Grilli dorati con cioccolata fondente, spiedini di scorpioncini croccanti e larve in crosta.

No, non è il pranzo di qualche orco delle fiabe raccontate ai nostri figli, è solo il futuro.

 

Tra lo scetticismo generale si apre uno spiraglio sull’innovazione alimentare e su una sempre più diffusa consapevolezza di quanto il cambiamento sia ormai necessario.

Il via libera dell’Ue per la commercializzazione in Italia ed Europa di insetti commestibili ha segnato un punto di rottura definitivo tra una visione classica e tradizionale dell’alimentazione e una idea futuristica ed innovativa di cibo, più sostenibile.
Anche se probabilmente meno succulenta ed appetitosa, in particolare per i nostri palati non abituati a certi sapori, e le nostre menti non abituate a certe idee di degustazione.

Il regolamento sul ‘Novel Food’ approvato nel 2015 entra in vigore dal prossimo gennaio, scontrandosi con uno scetticismo diffuso che però pare destinato a cambiare in breve tempo.

Il rischio ambientale dovuto al consumo di proteine animali, minaccia da tempo la nostra esistenza, ma ora che possediamo anche una data approssimativa urge trovare una soluzione per prevenirela catastrofe alimentare.

La soluzione più semplice? L’alimentazione alternativa (che poi così alternativa non lo è neppure, vista la sua diffusione nei paesi asiatici per i quali è presente una stima di due miliardi di consumatori).

Il cambiamento reale va piuttosto di pari passo con la promozione di una cultura gastronomica autentica per cui ci battiamo da anni.

Se la qualità è il denominatore comune delle produzioni classiche, qualità dovrà a nostro avviso essere il denominatore comune anche per le produzioni alternative soprattutto in territorio nazionale.

La strada giusta è quella che punta all’eccellenza e che quindi prima di distruggere i preconcetti del disgusto diffuso per il consumo di insetti, abbatta le barriere (e i rischi) creati dallo scarso controllo igienico-sanitario di prodotti che un tempo venivano unicamente importati o consumati all’estero.

Quasi la metà degli intervistati in merito alla questione si è detta favorevole alla delibera approvata dal parlamento, solo il 28% pare però essere disposta e curiosa a provare le novità gastronomiche che dal 2018 popoleranno i nostri mercati.

 

MA DI COSA SI TRATTA?

Gli insetti commestibili sono tantissimi; parliamo ad oggi principalmente di grilli, larve, cavallette, camole e cicale. In principio saranno ridotti in farine per abituare il consumatore al nuovo trend.

L’apporto calorico minimo e l’elevato contenuto proteico proietta le new entry alimentari in un panorama di ampio consumo dovuto principalmente al fatto che una stima accurata prevede che nel 2050 le risorse animali non saranno più in grado di soddisfare il fabbisogno dei nove miliardi di abitanti sul pianeta.

Come non parlare – inoltre – anche dell’altra faccia della medaglia?

In questo caso anche il risvolto ambientale è estremamente positivo, considerando che i ricercatori affermano che le proteine contenute negli insetti potrebbero rendere più efficienti e sostenibili i mangimi e che larve e affini potrebbero essere impiegate anche nell’industria dei biotrasformatori per farmaci, cosmetica e materiali verdi.

 

Non resta che abituarsi all’idea e catapultarsi in questo nuovo mondo per provare le nuove specialità alimentari che ci si pareranno dinnanzi.
Noi siamo fautori della sperimentazione, fautori della sostenibilità, fautori dell’esperienza organolettica. E di certo questa novità aprirà il panorama ad importanti novità sotto questi aspetti.

Non riusciamo a nascondere la curiosità!
Quali nuovi preparazioni potremo provare nei migliori ristoranti d’Italia? Come si potranno sbizzarrire i nostri amati chef?

Riuscirà – inoltre – il popolo italiano ad aprirsi a questo tipo di consumo?

Abbattiamo i tabù ed evolviamo, d’altronde lo abbiamo già fatto una volta, circa dieci anni fa con quei rotoli di riso scotto, alghe e pesce crudo: ricordate?

P.s. (si, parliamo del Sushi!)

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