Rugiati vs. Sushi SU come McGregor vs. Mayweather - uno dei due farebbe meglio a riprendere il proprio sport! - IDEA Food & Beverage

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Rugiati vs. Sushi SU come McGregor vs. Mayweather – uno dei due farebbe meglio a riprendere il proprio sport!

“Ti avvelenano, ho rischiato grosso. È uno schifo! Vado al pronto soccorso, o meglio non ci vado perché tanto l’ho […]

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“Ti avvelenano, ho rischiato grosso. È uno schifo!
Vado al pronto soccorso, o meglio non ci vado perché tanto l’ho annusato e non l’ho assaggiato.
Ho chiesto spiegazioni, si sono scusati togliendomi dal conto il piatto contestato.
Se questa è la ristorazione italiana io mi rifiuto di fare lo chef!
Non andate a cena da Sushi SU!”
Negli scorsi giorni il mondo della ristorazione italiana ha assistito alle pesanti accuse mosse dallo chef toscano Simone Rugiati ai danni del rinomato ristorante giapponese Sushi Su di Padova, gestito da Michele Stecca.
Diventata ormai (dalla sera in cui il video è stato postato su Facebook) un vero e proprio caso mediatico, la diatriba sta scatenando l’ira, il dibattito e le critiche di autorevoli figure del panorama enogastronomico italiano.
Molte delle quali, come noi, ritengono la “piazzata” dello chef inopportuna o quantomeno inconcludente.

Breve riassunto:

Rugiati cena da Sushi SU e ordina un astice in roll.
Annusando il piatto asserisce di percepire che c’è del granchio all’interno e comunica alla cucina che – essendo lui leggermente intollerante al liquido di conservazione del granchio in scatola – non mangerà la pietanza.
I gestori si scusano, spiegano che non era presente nulla oltre all’astice e, per quieto vivere, tolgono la pietanza dal conto dello chef-conduttore. Rugiati esce comunque furioso e pubblica istantaneamente nella sua pagina Facebook un video di sfogo.

Cosa ne pensiamo:

La critica, per definizione, soprattutto in un settore competitivo come quello della ristorazione dovrebbe essere sempre mossa da intenti costruttivi.
Chi meglio di uno chef giovane come Rugiati può essere consapevole dei sacrifici necessari allo sviluppo di una professione e di un’attività di ristorazione?
Laddove fosse stata avanzata in altro modo, la critica sarebbe stata accolta dai gestori del Sushi SU, i quali avrebbero anche avuto modo di chiarire l’accaduto con l’interessato e verificarne la veridicità.
Rivedendo però il video appare che Rugiati fosse molto alterato, forse per altri avvenimenti occorsigli precedentemente.
Sembra infatti abbia deciso di sfogare la propria ira sui ristoratori padovani proprio come alcuni avventori sfogano le proprie frustrazioni utilizzando TripAdvisor.
La differenza però è importante: in questo caso si tratta di uno chef-conduttore e professionista che può vantare migliaia di follower oltre che un certo carisma. Infatti il contestato video ha generato oltre 496.000 visualizzazioni.
Non serve specificare che moltissime delle persone che hanno visualizzato non sono critici enogastronomici e – affidandosi all’opinione di Rugiati – potrebbero aver deciso di non visitare Sushi SU.

A quale pro?

La potenza mediatica raggiunta da alcuni attraverso la professione di chef-conduttore, non può giustificare atteggiamenti plateali e diffamatori come quelli assunti appena dopo la cena da Simone Rugiati. Anzi, dovrebbe scoraggiarli.
Il sottile confine tra critica costruttiva e danneggiamento è stato superato, non solo a causa dei termini utilizzati, ma anche e soprattutto a causa dei toni che lo chef non si è preoccupato di smorzare nemmeno nei giorni successivi attraverso scuse o precisazioni.
Come mai Rugiati ha deciso di sfogare in modo così diretto, ma senza prove a sostegno della sua tesi, la sua rabbia?
Quello della ristorazione è un settore competitivo e difficile, dove già gli stessi ristoratori faticano a far squadra e restano bersaglio di clienti che spesso esagerano nella critica considerando la propria cultura del food superiore alla realtà.
Se anche personalità come Rugiati gettano benzina sul fuoco, davvero la ristorazione italiana ha solo di che perderci.
Non capiamo dunque come mai Rugiati abbia agito in questo modo. Ci piacerebbe vedere ora un video di scuse.

A sostegno di Sushi SU

 
Nei commenti al video, oltre a molti inesperti clienti che prendono per buona la tesi di Rugiati, tanti gli operatori del settore che si pongono a difesa di Michele Stecca. Fortunatamente anche molti utenti semplicemente scettici.
Anche il più giovane chef ad aver ricevuto tre stelle Michelin in Italia, Massimiliano Alajmo, si è schierato a difesa del ristorante giapponese in questione, grazie ad un’intervista apparsa su Il Mattino di Padova.
Con la pacatezza e la compostezza che lo caratterizzano, Massimiliano Alajmo si è detto sconvolto dall’evento definendo lo sfogo dello chef toscano “un raccapricciante modo di esprimere disappunto”.
Alajmo, tuttavia fiducioso, si affida al filtro della coscienza delle migliaia di lettori – più o meno competenti – che sapranno cogliere, a suo avviso, in un evento mediatico di tale portata la verità.

La reazione

 
La reazione di Michele Stecca, titolare di Sushi SU, non si è fatta attendere ed è rimbalzata attraverso molti mezzi di informazione.
Le due versioni raccontate dagli chef sono più o meno simili con la differenza che Stecca assicura che nella pietanza era presente solamente astice, e che Rugiati non ha nemmeno assaggiato il piatto che gli è stato servito.
Stecca, infine, promette di querelare Rugiati in modo da tentare di recuperare il danno subito.

Il danno

 
Da operatori di marketing verticali nel food & beverage e specialisti in branding e strategia, ci piange il cuore a veder questi episodi.
Un settore florido per l’Italia come quello del food & beverage non può esser vittima di lotte e diatribe intestine come queste che vanno solamente a sfavore dei protagonisti e dei clienti stessi, abbassando la qualità della domanda e dell’offerta.
Il danno di immagine per il ristorante Sushi SU sarà importante, in quanto molti degli utenti vedranno solo il video di Rugiati e non i chiarimenti successivi. Molti – purtroppo – crederanno alla critica per partito preso.
Rugiati ne avrà qualche vantaggio? assolutamente no.
Lo stesso Rugiati si è così inimicato una consistente parte degli operatori del food & beverage italiano oltre a un cospicuo numero di follower che hanno riconosciuto in quel video uno sfogo d’ira non adeguato alla posizione della personalità.

Chef: personalità mediatiche. Lo si può essere in modo sano?

 
Negli ultimi anni il mondo del food & beverage italiano è cambiato in modo radicale.
Molti chef hanno avuto occasione di divenire vere personalità dello spettacolo e di utilizzare questa popolarità nei modi più svariati: sponsorizzazioni, libri, aperture di nuovi ristoranti e coaching.
Riteniamo comunque un bene per il mercato questa attenzione al mondo della ristorazione che avvicina un pubblico più casual alle cucine più rinomate d’Italia portando un pubblico più ampio a sperimentare preparazioni più complesse e di qualità – alle volte ovviamente senza apprezzarle.
Questo però corrisponde ad un generale aumento della qualità della clientela, visto che la rende più cosciente.
Evidentemente però, in alcuni casi, la grande esposizione mediatica porta alcuni come Rugiati ad esagerare e a sfociare in sfoghi degni del peggior Gordon Ramsay ai fornelli.
Noi predichiamo, tra tutti gli operatori del settore, rispetto ed umiltà.
 

E ora?

Ed ora… come per l’incontro Mayweather vs. McGregor noi prevediamo la vittoria di Mayweather/Stecca, probabilmente nelle sale del tribunale di Padova ma sicuramente anche “in piazza” grazie al sostegno di molti.
Ne uscirà un po’ acciaccato, ma con un buon bottino di visibilità sul quale costruire branding, immagine e strategia futura.
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