Bourdain: lo chef viaggiatore e narratore ci ha lasciato. Ma chi era? - Idea Food and Beverage

Marketing strategy
& Business Development

Beyond the comfort zone

Bourdain: lo chef viaggiatore e narratore ci ha lasciato. Ma chi era?

Classe 1956, nato e cresciuto a New York, forse un po’ spaccone ma determinato come pochi si laurea al Culinary […]

Tag:

Condividi:

FacebookTwitterGoogle+WhatsAppLinkedInEmail
Classe 1956, nato e cresciuto a New York, forse un po’ spaccone ma determinato come pochi si laurea al Culinary Insitute of America ed è lì che inizia il suo viaggio.
Un viaggio a tappe, scandito da un percorso di progresso, che mai prima di lui aveva coinvolto una figura di cucina.
Nonostante Bourdain abbia occupato posti di rilievo in grandi cucine dello scenario gastronomico newyorkese, è rimasto un appassionato, un inguraribile curioso che nel cibo è riuscito a scorgere altro, non solo la materia prima.
Amante della vita da chef, un adrenalinico cuoco che non resisteva agli eccessi del post-servizio, un ragazzo entusiasta che nelle brigate di ogni ristorante di cui ha varcato le porte ha creato quell’ambiente dinamico di cui tanti ristoranti ancora oggi sono privi.
La sua arte non consisteva solo nel preparare il cibo: lo amava a tal punto da riuscire a raccontarlo come il migliore degli scrittori non aveva ancora mai fatto.
È infatti grazie al suo primo libroKitchen Confidential” che si viene a conoscenza delle sue doti di narratore e Bourdain diviene un personaggio televisivo innovativo e sincero.
Non ha fatto televisione perché potessero amarlo, ha fatto televisione per il gusto di raccontare e rendere partecipi delle meraviglie del cibo coloro i quali non avevano occasione di viaggiare.
La sua è stata una narrazione sincera, una narrazione veloce e talvolta brutale.
Brutale perché non si è mai nascosto dietro formalismi e stereotipi del linguaggio comune, non ha mai pensato di conoscere davvero le usanze di un luogo senza averlo prima vissuto ed osservato.
Come più volte lo hanno definito, Bourdain era lo chef sul filo del rasoio.
Una vita al limite dell’incredibile tra cucina, tv, libri, viaggi ed eccessi.
Usando termini allora sconosciuti Bourdain è stato il primo storyteller, foodblogger, travelblogger della storia. Un personaggio di quelli che ami o detesti.
Ha fatto della sua vita un viaggio e ha mostrato senza veli né pregiudizi le meraviglie di popoli, luoghi e tradizioni rovesciando l’immaginario comune. Ha parlato dell’Iran nel periodo di massima tensione con gli Stati Uniti, ne ha parlato da americano, ne ha parlato da uomo che nella popolazione locale ha trovato il calore di una terra che ha tanto da offrire nonostante i conflitti e le incomprensioni.
Allo stesso tempo ha parlato dell’America, di quella povera e affamata delle periferie di Detroit, e di quella ricca e altolocata di Miami.
Ha parlato per mezzo di esperienze. Perché quello che resterà per sempre impresso dello chef narratore, dello chef viaggiatore, del Bourdain brizzolato, sorridente e sfacciato, sarà la sua consapevolezza.
Era curioso, Bourdain era un fanatico del vero e del reale, era un amante delle parole che han dato vita ai suoi racconti ed era un amante della giustizia.
Ricordarlo come un esempio potrebbe essere la più bella e gratificante forma di commemorazione.
Un esempio per noi che di cibo e di racconti viviamo ogni giorno attraverso il nostro lavoro, un esempio per chi come noi può, attraverso le sue narrazioni, trovare l’ispirazione per comunicare.
La sua grande sensibilità, evidentemente, ha rappresentato anche la sua più grande difficoltà.
Bourdain per il mondo del marketing, così come per quello della cucina, è stato un faro innovatore capace di illuminare e rendere pop un mondo che fino ad allora era retaggio di pochi fortunati.
La sua apertura delle cucine dei ristoranti al mondo dello show business è stata la prima pietra dell’attuale panorama fatto di reality, competizioni, personalità e maggior consapevolezza anche del pubblico riguardante le dinamiche di un mondo che di storie da raccontare ne ha, eccome.
#attualità food & beverage #food culture

Iscriviti alla nostra newsletter!
Vuoi restare aggiornato sulle ultime novità e trend
del food & beverage? Iscriviti!

Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi della legge n. 196/2003, come descritto dalla relativa policy.

#attualità food & beverage #food culture

Rugiati vs. Sushi SU come McGregor vs. Mayweather – uno dei due farebbe meglio a riprendere il proprio sport!

#case study

TWS_BIWA 2016

#case history

Capovolgere l’immaginario comune del miele?

#case history #food culture